
Nel 2025 prenderà avvio l’apertura a stralcio dell’ex‑carcere borbonico di Santo Stefano, destinato a diventare un museo. L’iniziativa prevede l’allestimento di una mostra permanente tematica e l’avvio di un cantiere aperto, pensato come spazio evolutivo dove il pubblico può osservare in prima persona le fasi del restauro. Il percorso espositivo si articola in quattro aree tematiche: la storia, l’abbandono, il progetto di recupero e il domani.
La mostra occupa 19 stanze, arricchite da 60 pannelli esplicativi, e si inserisce in un disegno più ampio di valorizzazione che include un cantiere-scuola: al suo interno esperti, studenti e imprese collaborano in un processo formativo e conservativo. L’esposizione, curata da Sabina Minutillo Turtur insieme alla struttura tecnica di Invitalia, si inserisce negli spazi museali dove è stata completata la messa in sicurezza, sarà integrata da installazioni audiovisive, documenti e foto d’epoca che aiuteranno i visitatori a immergersi in un luogo di ‘pena e redenzione’ ripercorrendo le vicende dei detenuti più celebri, come Sandro Pertini e Luigi Settembrini, ma anche dei tanti comuni detenuti che lì furono imprigionati. “Sarà una mostra dal taglio emozionale”, assicura il commissario Macioce a AgenziaCULT a margine di un sopralluogo a Santo Stefano. Le visite avverranno in un “cantiere aperto” che permetterà di vedere da vicino, e in alcuni casi “toccare con mano”, la complessità dei lavori di messa in sicurezza e restauro che stanno interessando lo storico edificio.
I lavori di messa in sicurezza, iniziati nel 2022, hanno raggiunto la metà del complesso; entro il 2025 si punta alla fruizione almeno parziale del sito, con possibilità di partecipazione diretta del pubblico al “cantiere aperto”. “Insieme all’apertura del Museo si sta lavorando alla Scuola di Alta Formazione e alla realizzazione di aree dedicata a convegni, workshop, laboratori così come a spazi pensati per la fruizione degli archivi”, racconta Macioce.
Resta ancora aperta la sfida dell’accessibilità piena all’ex carcere di Santo Stefano. Un tema sul quale il commissario Macioce si è impegnato fin dall’inizio del suo mandato, sostenendo con determinazione anche l’idea – visionaria ma concreta – di una piccola funivia in grado di collegare Ventotene all’isola di Santo Stefano in appena quattro minuti. “La proposta è attualmente al vaglio di approfondimenti tecnici – spiega – mentre, in collaborazione con Invitalia, stiamo definendo anche il progetto per l’approdo, già approvato con prescrizioni da un decreto interministeriale nel 2022. Per quanto complesso, è mio obiettivo prioritario rendere questo futuro polo culturale accessibile a tutti, comprese le persone con disabilità. Non smetteremo di lavorare per un progetto davvero inclusivo”.