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Ex carcere di Santo Stefano, completati i collaudi tecnici: verso la fine dei lavori di messa in sicurezza

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Ex carcere di Santo Stefano, completati i collaudi tecnici: verso la fine dei lavori di messa in sicurezza


Si compie un nuovo passo nel percorso di recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano. Con il completamento dei collaudi tecnici effettuati da Invitalia, si avvia infatti la fase conclusiva della messa in sicurezza del Panopticon, che presto potrà essere restituito alla comunità di Ventotene.

L’esito positivo delle verifiche rappresenta un momento particolarmente significativo nell’ambito del progetto governativo di recupero e valorizzazione dell’antico complesso carcerario. Il completamento dei collaudi precede la visita istituzionale sull’isola del commissario straordinario di governo Giuseppe Marinello, accompagnato dalle amministrazioni sottoscrittrici del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS) Ventotene e dai rappresentanti delle forze dell’ordine.

“Ci troviamo nella terza e ultima fase del programma degli interventi previsti dal CIS Ventotene e la restituzione dell’ex carcere alla comunità è imminente”, ha dichiarato il commissario Marinello, sottolineando la volontà di accelerare il completamento dell’intera opera. L’attenzione si concentra ora sugli interventi necessari alla definitiva rifunzionalizzazione del complesso, a partire dalla realizzazione dell’approdo, considerato un elemento strategico per garantire l’accessibilità e la piena fruizione del sito. La visita prevista a Santo Stefano consentirà di valutare nel dettaglio lo stato dei lavori e di definire le priorità operative per i prossimi mesi.

Sopra l’ex carcere di Santo Stefano dopo la fine dei lavori, sotto prima

Secondo il cronoprogramma illustrato dal Commissario, le opere ancora previste dal CIS potrebbero essere poste a gara entro la fine del 2026, grazie anche al supporto tecnico e procedurale di Invitalia, soggetto attuatore dell’intervento. Il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere, sviluppato a partire dallo studio di fattibilità approvato nel 2021 da tutte le amministrazioni coinvolte, punta a trasformare la storica struttura di epoca borbonica e i manufatti ottocenteschi circostanti in un polo culturale di rilevanza nazionale e internazionale. Un obiettivo che guarda al futuro senza dimenticare la memoria di un luogo che, nel corso dei secoli, ha rappresentato una pagina fondamentale della storia della detenzione, del confino politico e della costruzione dell’identità democratica europea.

La conclusione dell’intervento è prevista entro il 2029. Nel frattempo, la restituzione del Panopticon rappresenta un passaggio concreto e atteso, destinato a segnare una nuova fase nella lunga storia dell’isola di Santo Stefano.

Author: Giulia

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