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Al ministero della Cultura la presentazione dell’esito della ricognizione archivistica dell'ex carcere di Santo Stefano

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Al ministero della Cultura la presentazione dell’esito della ricognizione archivistica dell’ex carcere di Santo Stefano

La data non è un caso: il 9 giugno, in occasione della giornata internazionale degli archivi, nella Sala Spadolini del ministero della Cultura sono stati presentati i risultati della ricognizione archivistica della documentazione dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano. Protagonisti dell’incontro il commissario straordinario del governo Giuseppe Marinello e il direttore generale degli archivi del ministero della Cultura Antonio Tarasco.

L’ex ergastolo borbonico, costruito alla fine del Settecento nell’isolotto di Santo Stefano, a un miglio da Ventotene, ha ospitato nelle sue celle patrioti italiani del Risorgimento, condannati politici e detenuti comuni, le cui vite emergono dalle corrispondenze di direttori, agenti di custodia e cappellani. Dopo la sua chiusura nel 1965 è iniziato un lungo periodo di vandalismo, incuria e degrado. Soltanto dal 2016 è stato avviato un progetto governativo di recupero e valorizzazione dell’intera cittadella carceraria che verrà rifunzionalizzata per ospitare spazi museali e dedicati all’alta formazione, integrati a percorsi espositivi naturalistici.

La ricognizione archivistica rappresenta un tassello importante del percorso di valorizzazione digitale del patrimonio documentario nazionale. Le fonti relative all’ex ergastolo di Santo Stefano infatti saranno progressivamente integrate nei sistemi informativi archivistici coordinati dall’Istituto Centrale per gli Archivi, nell’ambito del nuovo portale “Archivi Nazionali”, che rappresenterà un accesso unico per la ricerca e la consultazione di tutte le risorse descrittive presenti nei diversi sistemi e portali archivistici.

A esporre i risultati della ricognizione archivistica, che abbraccia un periodo di oltre duecento anni, Marilena Giovannelli e Libera Pennacchi, già direttrici dell’Archivio di Stato di Latina, e Ferdinando Salemme, direttore dell’Archivio di Stato di Napoli, in un incontro moderato da Riccardo Gandolfi, direttore della Soprintendenza archivistica e bibliografica del Lazio, alla presenza del sottosegretario di Stato alla Cultura Giampiero Cannella. L’evento è stata l’occasione per sottoscrivere l’accordo di partenariato tra la direzione generale Archivi e il commissario straordinario di governo.

Marinello si è mostrato soddisfatto: “Il carcere borbonico di Santo Stefano è stato attivo per oltre 160 anni, dal 1795 al 1965, vi sono stati reclusi uomini straordinari, da Luigi Settembrini al Presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. I suoi Archivi custodiscono un patrimonio ancora poco conosciuto L’incontro di oggi è solo l’inizio di un importante percorso di valorizzazione della memoria – ha detto – La mole della documentazione esaminata va ben oltre quanto fin qui immaginato e ci restituisce una vitalità impensabile che, attraverso la digitalizzazione, sarà fruibile non solo agli studiosi ma anche ai molti cittadini italiani e europei”. Una digitalizzazione resa possibile solo dalla collaborazione con la direzione generale Archivi, guidata da Antonio Tarasco, che ha sottolineato: “L’ergastolo di Santo Stefano è uno dei luoghi più significativi della storia italiana, non soltanto per la sua funzione penitenziaria ma anche perché attraverso le sue vicende è possibile leggere passaggi fondamentali del Risorgimento, dell’Italia unita, della costruzione della nostra democrazia e della storia del diritto penale e penitenziario. Il patrimonio documentario conservato negli Archivi di Stato restituisce voce ai detenuti, agli amministratori, agli operatori e alle comunità che hanno vissuto questo luogo nel corso di oltre due secoli”.

Author: Giulia

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