
“La funivia è la soluzione in cui vogliamo credere”: il commissario del governo per il recupero dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano Giovanni Macioce è convinto che l’ipotesi definita dal sindaco di Ventotene “fantasiosa” sia anche la più percorribile. Durante un incontro che si è tenuto la mattina del 7 febbraio alla Biblioteca Nazionale di Roma in molti hanno posto domande e Macioce ha risposto alle perplessità in merito al progetto annunciato negli scorsi giorni di una piccola funivia che possa collegare l’ex ergastolo, quindi il futuro museo, con l’isola di Ventotene. “Si può fare e sarà l’unica al mondo a campata unica senza sostegni in mare che collegherà due isole” ha detto, ma ha poi assicurato che nulla verrà fatto senza il coinvolgimento diretto dei cittadini.
Il commissario straordinario ha spiegato che il mese di settembre 2025 resta una data plausibile per l’apertura del polo museale e ha commentato l’andamento dei lavori al Panopticon: “Ha preso il via la demolizione della pensilina in cemento armato che grava sulle strutture borboniche”. Ma, senza dubbio, il tema più dibattuto è stato il progetto della funivia. “Dal 2016 ad oggi – ha spiegato – è aumentata la sensibilità verso le persone con disabilità: in questo momento, l’approdo a Santo Stefano non è possibile per chi ha disabilità, per le donne incinta, per gli anziani e per i bambini. Quindi è impensabile che il governo, che investe 80 milioni di euro, realizzi un progetto che impedisca l’accesso al più del 50% della popolazione italiana ed europea”. L’idea di un approdo via mare inoltre è stata bocciata perché ritenuta pericolosa da alcuni esperti. È nata quindi l’esigenza di immaginare un’alternativa, individuata in una funivia leggera, con cabine da 12 persone, che trasporti circa 100 persone al giorno in appena 4 minuti (obiettivo è 40mila visitatori l’anno). Un progetto che dovrebbe costare circa 9 milioni di euro, una somma che verrebbe reperita grazie alla mancata realizzazione dell’approdo (per cui era stata predisposta una spesa di circa 4-5 milioni di euro) ma anche all’abbandono dell’idea di un lotto funzionale sull’isola di Ventotene, nella zona dei campi sportivi, (per cui erano previsti ìaltri 3-4 milioni di euro) pensato in un primo momento come alternativa “virtuale” del museo di Santo Stefano.
Il commissario ha illustrati i vantaggi di questa soluzione: l’accessibilità per tutti, il superamento dei disagi legati alle condizioni meteo-marine, la possibilità di programmare le visite, la creazione di posti di lavoro (Macioce ha parlato di 4-6 posti di lavoro a tempo indeterminato), l’eliminazione dell’elitrasporto anche per i lavori, la sostenibilità finanziaria e infine un “piccolo freno allo spopolamento”, perché con un flusso di visitatori che arrivano sull’isola tutto l’anno alberghi, ristoranti e negozi potrebbero rimanere sempre aperti.
“Ho portato quest’idea al Tavolo istituzionale permanente (Tip) che l’ha approvata: ora mi è stato chiesto di preparare uno studio di fattibilità”. Ma Macioce ha voluto rassicurare i presenti: “Senza la condivisione della comunità, questo progetto non si realizzerà: noi stiamo lavorando per Ventotene, non contro Ventotene”. Il Commissario ha chiesto al Sindaco di Ventotene la convocazione di un Consiglio comunale straordinario aperto alla cittadinanza per esporre lo stato del progetto. L’11 febbraio, in occasione di una visita sull’isola, Macioce ha intanto promosso un primo incontro con la comunità ventotenese.