Associazione per Santo Stefano in Ventotene ONLUS

Il documentario sulla storia di Santo Stefano "L'isola ritrovata" di Salvatore Braca accende i riflettori sul valore rieducativo della pena

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Il documentario sulla storia di Santo Stefano “L’isola ritrovata” di Salvatore Braca accende i riflettori sul valore rieducativo della pena

Foto Salvatore Braca

Rai Documentari propone un racconto storico sul penitenziario di Santo Stefano in Ventotene, dalla sua costruzione nel 1793 alla chiusura definitiva nel 1965: in “L’isola ritrovata” – in onda venerdì 9 luglio alle 23 su Rai Tre – l’autore Salvatore Braca ne ricostruisce la storia, affrontando l’attualissimo tema della pena, dell’ergastolo e delle condizioni di vita nelle carceri. “Gli atti di violenza nel carcere di Santa Maria Capua Vetere rendono ancora più attuale il tema dei diritti umani e delle condizioni di vita dei detenuti, al centro di questo documentario”, ha dichiarato Duilio Giammaria, Direttore di RAI Documentari.

Mentre in Italia arrivano notizie di violenze in carcere che creano sconcerto, continua la riflessione su come riformare il sistema carcerario con le proposte della ministra della Giustizia Marta Cartabia, ospite a Ventotene in un incontro sull’esperienza di Eugenio Perucatti come direttore dell’ex carcere di Santo Stefano organizzato dalla nostra associazione.

 

Dopo aver rievocato le storie di reclusione di padri della patria come Luigi Settembrini, scrittore rinchiuso per otto anni nell’ergastolo di Santo Stefano, e Sandro Pertini, futuro presidente della Repubblica, il documentario racconta la trasformazione del penitenziario in un luogo di redenzione, grazie all’arrivo, negli anni ’50, del direttore illuminato: Eugenio Perucatti. In nome dell’art. 27 della Costituzione, adotta un modello di carcere innovativo basato sul recupero dei detenuti attraverso il lavoro e il coinvolgimento in attività come lo sport e il cinema. Perucatti ha voluto restituire speranza a chi aveva sbagliato, precorrendo i tempi della riforma dell’ordinamento penitenziario del 1975.

Foto di Salvatore Braca

“La tecnica da me utilizzata è quella della docufiction e, a testimonianza del rapporto autentico che mi lega all’isola e alla sua storia, ho scelto di utilizzare come attori e comparse gli abitanti di Ventotene, ognuno di loro fortemente legato per motivi diversi, a Santo Stefano – sono queste le parole di  Salvatore Braca autore del documentario “l’Isola Ritrovata”, che negli ultimi 20 anni ha diretto più di 400 documentari e reportages in tutto il mondo – Il mio legame con Ventotene e Santo Stefano è qualcosa di unico che mi ha portato fin dall’83 a lavorare a Ventotene. Questo mio lavoro, realizzato prima che iniziassero i lavori di recupero, mi ha dato la possibilità di “fermare” il tempo nel momento del degrado più estremo, dopo 50 anni di abbandono, in cui però è già presente il processo di rinascita, testimoniato dalle parole della Commissaria Silvia Costa”

Oggi, a distanza di oltre 50 anni, il progetto per il recupero e la valorizzazione dell’ex carcere borbonico affidato alla Commissaria straordinaria
Silvia Costa riaccende i riflettori su Santo Stefano. Inizia una grande sfida: riqualificare l’ex carcere, oggi monumento nazionale, e fare di Santo Stefano un polo culturale multifunzionale di alta formazione e di educazione civica rivolto ai giovani di tutta Europa, un luogo che stimoli la riflessione sui diritti umani e sulla pena detentiva nel contesto del Mediterraneo. “Con questo splendido e toccante affresco della storia quasi bicentenaria dell’ex carcere – commenta la Commissaria – Il progetto di recupero, che da un anno coordino, ispirandosi all’esperienza di Eugenio Perucatti, intende farne una “scuola di alti pensieri”, un percorso espositivo e un Centro di studi e formazione europeo sui diritti umani e sulla concezione della pena e della detenzione, un luogo di pratica ambientale e una sede di residenze artistiche e produzione culturale”.



Per vedere i quattro trailer del docufilm di Salvatore Braca “L’isola ritrovata” clicca qui 

Author: Giulia

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