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Il messaggio del presidente dell'Europarlamento David Sassoli sul futuro di Santo Stefano e Ventotene

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Il messaggio del presidente dell’Europarlamento David Sassoli sul futuro di Santo Stefano e Ventotene

Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli, morto l’11 gennaio, all’età di 65 anni, seguiva da vicino il progetto di recupero dell’ex ergastolo di Santo Stefano. Giornalista, conduttore televisivo, vicedirettore del Tg1, Sassoli era diventato europarlamentare del Pd nel 2009. Una vita con due grandi passioni: il giornalismo e la politica, declinata soprattutto in chiave europea. Un’esperienza, quella nelle istituzioni dell’Unione, culminata con l’elezione alla guida dell’assemblea di Strasburgo il 3 luglio del 2019 (dopo che da 2014 ne era stato vicepresidente).

La sua vocazione europea lo aveva spinto a interessarsi al progetto di recupero dell’ex carcere di Santo Stefano in Ventotene. Lo scorso 5 giugno, in occasione dell’incontro di lavoro dedicato agli archivi promosso dalla Commissaria straordinaria Silvia Costa, aveva mandato un importante videomessaggio. Nella clip, dopo i saluti istituzionali, il presidente dell’Europarlamento ricordava: “Ventotene e Santo Stefano costituiscono due capisaldi della nostra storia comune e un punto di riferimento imprescindibile perché è qui che Altiero Spinelli, Ernesto Rossi ed Eugenio Colorni, confinati dal regime fascista, hanno posto le basi per la costruzione europea. In particolare l’ex struttura penitenziaria dell’isola di Santo Stefano è stata per oltre 170 anni di storia un luogo di reclusione non solo per numerosi detenuti comuni ma anche per molti dissidenti e oppositori politici, tra questi Luigi Settembrini e Silvio Spaventa, e in epoca più recente tanti oppositori del regime fascista, due importanti padri costituenti, come Umberto Terracini e Sandro Pertini”.

Sassoli nel video spiegava come, a seguito di un periodo di abbandono e di degrado, il governo italiano insieme alle istituzioni regionali e locali avesse deciso di trasformare il complesso architettonico dell’ex carcere di Santo Stefano in un centro di alta formazione, un polo espositivo e al tempo stesso un luogo di incontro e di scambio per i giovani europei. “Il processo di recupero e di digitalizzazione degli archivi dell’ex carcere assume un significato particolare: permette attraverso la riscoperta di documenti e testimonianze di rafforzare la nostra identità comune. Di questo abbiamo bisogno oggi perché contribuisce a rafforzare quel senso di cittadinanza europea, che proprio in questi luoghi ha posto le sue fondamenta”, aggiungeva.

Author: Giulia

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