Associazione per Santo Stefano in Ventotene ONLUS

Presentazione del progetto alla comunità: turismo e networking per il futuro di Santo Stefano

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Presentazione del progetto alla comunità: turismo e networking per il futuro di Santo Stefano

Un momento di condivisione con gli operatori economici e i cittadini di Ventotene organizzato dalla squadra del Commissario straordinario del governo Silvia Costa per raccontare il progetto di recupero e valorizzazione dell’ex carcere borbonico di Santo Stefano. Una delle tappe di un processo di coinvolgimento che è iniziato proprio sull’isola di Ventotene con il workshop del 17 settembre 2020. Dopo aver condiviso con la stampa il masterplan della squadra di esperti scelti dal Commissario e aver presentato lo stesso documento anche al Consiglio comunale dell’isola, che aveva da pochi giorni approvato all’unanimità il progetto di recupero, la partecipazione si è estesa a tutta la comunità di Ventotene e a tutti gli attori pronti a impegnarsi per la rinascita dell’ex carcere.

“Sono contenta di essere stata confermata dal governo – ha esordito il Commissario – ormai dal ‘vecchio’ governo, ma sono certa che lavoreremo bene anche con il governo Draghi. Sono felice anche che il ministro dei Beni e delle attività culturali Dario Franceschini sia stato riconfermato perché rappresenta per noi un elemento importante di continuità”. Il sindaco Gerardo Santomauro ha definito il recupero dell’ex ergastolo “davvero sfidante”. “Ma – ha aggiunto – devo dire che per ora la sfida è stata vinta, soprattutto sui tempi perché il cronoprogramma è stato rispettato: siamo in prossimità dell’indizione del bando per la gara d’appalto di messa in sicurezza. Qualche anno fa l’idea sembrava sfumata, per cui oggi stare qui a parlare di una partenza reale è un sogno che si avvera e non sarà mai un progetto calato dall’alto”.

Ad aprire l’incontro – a cui hanno partecipato più di 110 persone – è stato Paolo Orneli, assessore allo Sviluppo economico del Lazio, che ha lanciato una proposta: rendere Ventotene uno dei laboratori di micro-innovazione della Regione. “L’amministrazione comunale e gli attori dell’ecosistema di Ventotene saranno accompagnati attraverso webinar specifici e gratuiti. Il momento è ora e questa è una grande occasione”. L’assessore ha aggiunto: “La nomina di Silvia Costa è garanzia che lo Stato fa sul serio e che si realizzerà un grandissimo investimento pubblico per recuperare un pezzo di patrimonio non solo di Ventotene ma dell’umanità, che riconnette l’isola alla sua dimensione identitaria di luogo in cui è nata l’Europa”.

Le idee degli esperti

Subito dopo il professore dell’Università di Firenze Francesco Collotti ha presentato il masterplan a cui ha lavorato con gli altri esperti incaricati dal Commissario:  Stefano Baia Curioni, Università Bocconi di Milano e Direttore della Fondazione Palazzo Te di Mantova, Rita Biasi, Università della Tuscia, Marco Causi, Università Roma 3, Elena Alessandrini e Alessandro Leon, dell’Associazione Economia della Cultura. Quest’ultimo ha poi sottolineato la necessità di destagionalizzare i flussi e di puntare sul turismo culturale.

“Bisogna cercare di lavorare con flussi culturali sui mesi di marzo, aprile, maggio e ottobre – ha detto l’economista – Un modello che funziona molto bene se siamo in grado di attirare le persone in quei mesi, se invece le attirassimo d’estate, il progetto allora avrebbe difficoltà perché costerebbe molto gestire più persone di quante già arrivano”. D’accordo su questo punto anche l’ex direttrice del Parco archeologico di Ostia Antica – da pochi giorni entrata nel team di Costa – Mariarosaria Barbera: “Il segreto è incrementare il turismo destagionalizzandolo, cioè non far confluire altre masse di turisti nei soliti due mesi e mezzo estivi, ma attrarre visitatori meno interessati all’aspetto balneare”.

Nelle proiezioni si immaginano – tenendo conto dei vincoli di accesso all’area marina ed alla riserva, dalle giornate annue navigabili e dalle caratteristiche tecniche dell’approdo – circa 36.000 visitatori annui sull’isola e all’ex carcere, di cui oltre 10.000 turisti aggiuntivi. Bisogna aggiungere a questa cifra i circa 5.400 spettatori paganti annui stimati su un’ipotesi di 30 eventi annui. L’idea è proprio quella di attrarre gruppi scolastici e associativi, organizzare convegni con pernottamento e appuntamenti di alta formazione.

L’opportunità di fare rete

Al centro del dibattito anche l’importanza, in questa fase del progetto, di costruire una rete a maglie strette. “Il nostro approccio non può essere temporale o lineare. Non si può immaginare di rimettere in piedi il carcere e di pensare soltanto in un secondo momento alla sua gestione”, ha spiegato Silvia Costa. E Massimo Calzoni (Sistema Invitalia Startup e Servizi per l’Imprenditorialità) ha aggiunto: “È fondamentale fare networking e lavorare tutti insieme per riuscire ad aumentare le probabilità di successo e la qualità del lavoro che si svolge”.

“Credo che ‘cooperazione’ sia la parola chiave che ha segnato questa fase progettuale e che dovrà segnare anche la fase successiva di implementazione e di gestione della messa a valore di questo patrimonio”, ha evidenziato Giovanna Barni (Culturmedia Lega Coop). “La migliore forma di impresa che si può immaginare è sicuramente la cooperativa di comunità, cittadini che lavorano insieme per curare e mettere a valore i beni comuni del proprio territorio per ricavare benefici per la comunità intera”.

Roberto Morabito (Enea), dichiarandosi a disposizione per il supporto delle scelte tecnologiche, ha ricordato lo spirito del progetto: “Questa missione è incardinata sui concetti di Europa, di Mediterraneo, di patrimonio storico-politico-culturale da ricordare – e quindi memoria – ma anche da valorizzare – e quindi futuro”. Secondo lui sarà fondamentale decidere, tutti insieme come rete, quale sarà l’uso finale e la fruizione di questo complesso. Al verde della sostenibilità, Morabito aggiunge poi un nuovo colore al progetto: “Si potrebbe avviare un discorso per realizzare sull’isola un centro di competenza internazionale sulla crescita ‘blu’ e sull’economia del mare, che coinvolga tutti gli altri attori della comunità scientifica e che sia di supporto alle imprese”.

Giulia Ciancaglini

Author: Giulia

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