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Workshop a Ventotene sul futuro di Santo Stefano. Costa: "Verso un progetto integrato, partecipato ed europeo"

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Workshop a Ventotene sul futuro di Santo Stefano. Costa: “Verso un progetto integrato, partecipato ed europeo”

Silvia Costa con il ministro per il Sud e la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano

Tre lavagne per schematizzare gli errori da evitare, le idee forza del progetto e i possibili partenariati raccolti nel pomeriggio di confronto. La sala polivalente Terracini di Ventotene, per un pomeriggio, si è trasformata in un laboratorio di idee. E anche se le lavagne possono ricordare una lezione frontale, il workshop del 17 settembre è stata un’orchestra di voci, con più di quaranta relatori al microfono. “Stiamo facendo un percorso verso un progetto integrato, partecipato e europeo”: con queste parole Silvia Costa, commissario straordinario del governo per il recupero dell’ex carcere di Santo Stefano in Ventotene, ha aperto il pomeriggio, dopo aver partecipato nella stessa sala, il 16 settembre, al convegno “Ventotene e Santo Stefano: due isole, una storia e un patrimonio europeo” Verso la candidatura per il Marchio del patrimonio europeo, organizzato dal Comune. Prima di iniziare, un video realizzato da Invitalia, con le immagini dell’isola dell’ex carcere riprese da un drone e, in sottofondo, “Mission” del maestro Ennio Morricone, e la presentazione del nuovo sito web istituzionale

L’arrivo del ministro Provenzano al porto dell’isola di Ventotene

Il ministro Giuseppe Provenzano: “Un’emozione e una responsabilità”

Il ministro per il Sud e per la Coesione Territoriale, Giuseppe Provenzano, dopo aver visitato l’isola di Santo Stefano e onorato la tomba di Altiero Spinelli a Ventotene, ha detto: “Oggi ho pensato che lo stesso mare che guardavo io è stato guardato dagli occhi di personaggi come Spinelli e Pertini. Quel luogo ha una storia che ci carica di un’emozione ma anche di una responsabilità. La visita di oggi aveva l’obiettivo di testimoniare la ferma volontà del Governo di assicurare continuità finanziaria e amministrativa a questo progetto, importante per l’opera in sé ma anche per il valore simbolico che assume oggi”. Facendo riferimento al discorso della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen sull’abolizione del trattato di Dublino, il ministro ha concluso: “Anche quello che immaginiamo qui rappresenta un nuovo modo di stare nel mediterraneo. Nessun uomo è un’isola, nessun paese è un’isola: questo è il messaggio che vogliamo dare”.

Il messaggio dall’Europa

Subito dopo, con un video messaggio, l’intervento del presidente del Parlamento europeo David Sassoli, che ha aggiunto: “L’Europa non è un’entità astratta, tutti dobbiamo impegnarci a difenderla, perché questo è il modo giusto per mettere in risalto il patrimonio di ciascun paese. Tutti i 27 paesi membri vengono da lontano e hanno una grande storia. La potenza dell’Europa risiede nella possibilità di far emergere le differenze come valore aggiunto”. Anche Silvia Costa, nel suo intervento, è partita dalle ultime prese di posizioni della Commissione europea: “Ursula von der Leyen ha messo finalmente al centro i valori dell’Europa. Ha promosso una concezione diversa dello sviluppo sostenibile e ha puntato sull’alta formazione dei giovani pensando agli investimenti a lungo termine. E sulle migrazioni ha detto parole più forti e più audaci di sempre. La crisi della pandemia può rappresentare un’occasione per un salto di qualità. E noi, nel nostro piccolo, vogliamo far parte di quell’Europa”.

 

Il video messaggio del presidente del Parlamento europeo David Sassoli

Le basi del progetto

Il Commissario ha spiegato poi quali sono le assi lungo le quali il progetto si poggia: la grande bellezza architettonica dell’ex carcere, il dovere di raccontare alle nuove generazioni la storia di quel “luogo di espiazione e di dolore ma anche di alti pensieri”, il legame con l’isola di Ventotene e l’esperienza di Eugenio Perucatti, direttore del carcere dal ‘52 al ‘60. Giampiero Marchesi, responsabile unico del contratto, ha raccontato quello che è stato fatto fino ad oggi perché “le realtà locali devono essere informate sempre su tutto anche sulle faccende più pratiche, che non sono mai neutre” e ha spiegato che il lavoro procede in linea con il cronoprogramma. “E questa di per sé è una buona notizia, perché il programma è stato immaginato prima della pandemia e del lockdown”, ha aggiunto.

Francesco Carta, assessore del comune di Ventotene con delega per Santo Stefano, ha detto: “Anche quando saranno finiti i lavori, non potrà più essere soltanto la mano pubblica a farsi carico della struttura. Il comune di Ventotene è pronto con le forze e i limiti che ha. Speriamo che questa impresa si arricchisca di chi vuole partecipare”.

Silvia Costa ha poi lanciato una sorta di sfida alla cittadinanza: “La garanzia vera che questo progetto non cada ancora una volta siete voi. La comunità di Ventotene deve dirci come insieme si può costruire questo nuovo scenario”. E ha introdotto i cinque panel del workshop: (1) Storia del carcere e dell’isola, (2) Un’idea d’Europa, (3) Sostenibilità, innovazione e ambiente nell’Euromediterraneo, (4) Ricerca, formazione e patrimonio culturale e (5) Il ruolo degli enti locali, degli operatori del turismo e delle imprese. Per ognuno di questi settori hanno parlato alcuni relatori, per tre minuti ciascuno, moderati da Cristina Loglio, consigliera del commissario, davanti a quattro esperti selezionati da Silvia Costa per aiutare Invitalia nella stesura dello studio di fattibilità, Stefano Baia Curioni, dell’Università Bocconi di Milano e direttore della Fondazione Palazzo Te di Mantova, Rita Biasi, dell’Università della Tuscia, Marco Causi, dell’Università Roma 3 e Francesco Collotti, dell’Università di Firenze. 

La memoria

I primi relatori a parlare sono stati gli esperti della storia del luogo. Salvatore Schiano di Colella, dopo aver accompagnato il ministro Provenzano nella visita all’ex carcere, ha aperto il panel, seguito dal giornalista e scrittore Pier Vittorio Buffa, nel direttivo dell’Associazione per Santo Stefano in Ventotene, che ha lanciato un’idea: fondare un centro di studi sulla detenzione intestato a Eugenio Perucatti, oltre al recupero dell’archivio storico del carcere e a un percorso di visita che faccia vivere la storia del carcere ma anche la storia di vita delle persone che ci hanno vissuto. La storica Filomena Gargiulo ha aggiunto: “ Ciò che accomuna il destino delle due isole è la storia, anzi, le storie degli uomini che hanno subito la detenzione e la deportazione coattiva e il confino politico. Tra le due isole esiste un vincolo di sangue perché le idee di libertà che da esse sono state espresse e represse sono passate attraverso di uomini e donne che hanno pagato con la vita”.

La simbologia europea

Sulla questione europea è intervenuto Gabriele Panizzi, vicepresidente dell’Istituto Altiero Spinelli, che ha invitato a non confondere il valore simbolico di Ventotene con quello dell’isolotto di Santo Stefano. Poi il presidente dell’European Network Cultural Istitus (Eunic), Roberto Vellano, che riprendendo il messaggio di Sassoli, ha detto: “Il punto di forza della narrazione dell’Europa nel mondo è la diversità”. E ha assicurato che Eunic potrà svolgere un ruolo nella partita e che i rappresentanti delle istituzioni culturali europee a Roma avvieranno uno studi e cercheranno per questo progetto risorse e accordi, aggiungendo così un nuovo possibile partenariato alla lavagna. Guido Garavoglia, presidente dell’Associazione per Santo Stefano in Ventotene, ha lanciato due proposte: un’expo dell’Unione europea, affidando la gestione di alcuni spazi dell’ex carcere ai singoli paesi membri, e le residenze per studiosi e ricercatori che vogliono concludere i propri lavori nella quiete di Santo Stefano. Roberto Sommella, presidente dell’associazione Nuova Europa, ha aggiunto: “Tutti insieme possiamo accendere un faro sull’isola di Santo Stefano, che è già un museo vivente, dove sono stati reclusi pezzi del nostro dna. È un libro a cielo aperto che Silvia Costa sta cercando di rispolverare e di consegnare al nostro paese”.

Il capitolo verde

L’isolotto dell’ex carcere è Riserva naturale e Area marina protetta dalla fine degli anni ’90. E anche oggi, trent’anni dopo, il progetto avrà il suo “capitolo verde”. Il Green deal è una delle questioni più discusse in Europa nell’ultimo periodo e, nel suo piccolo, Santo Stefano vuole fare la sua parte. Antonio Romano, direttore dell’Area Marina Protetta e della Riserva Naturale Statale delle Isole di Santo Stefano e Ventotene, componente del CIS, ha detto: “Osiamo, abbiamo i partner per farlo”. Nicola Bosco, ingegnere e progettista ventotenese, si è raccomandato su un punto: “Alla fine dei lavori, bisognerà applicare sistemi di compensazione ambientale per riequilibrare i disturbi arrecati all’ambiente naturale isolano”. E Grammenos Mastrojeni, dell’Unione per il Mediterraneo, ha aggiunto: “Vorrei citare una frase di un film ‘soldi pochi sporchi e subito’, io invece vi parlo di tanti soldi, pulitissimi e che potrebbero costruire un percorso di diversificazione di questo arcipelago”. Poi ha fatto riferimento a un problema da risolvere: “Sul campo non ci sono le competenze giuste per farlo. Dobbiamo lanciare velocissimamente una formazione e l’ambizione è rendere Ventotene un polo all’avanguardia da questo punto di vista”, introducendo il panel successivo.

La formazione

Da questo panel sono usciti spunti diversi, perché diverse erano le competenze dei relatori, ma era comunque possibile trovare un fattore comune: Santo Stefano ha, con questo progetto, l’opportunità di diventare un esperimento e un cantiere-scuola e deve sfruttarla. Anthony Santilli, dell’Archivio storico di Ventotene, vorrebbe partire dalla public history, che significa conoscere, formare, divulgare e ampliare il target dei fruitori: “Costruire gli strumenti che ci servono per assimilare un know how e farlo nostro sia nella dimensione europea che in quella italiana”. E Martina De Luca, della Scuola del Patrimonio Culturale Mibact, vuole entrare attivamente in questo percorso: “Ci interessa aiutare nella formazione di chi si occupa del patrimonio culturale. Non vogliamo arrivare soltanto alla fine di questo processo”. Anche Maurizio Gentilini, del Dipartimento Scienze umane e sociali e Patrimonio culturale CNR, non si è tirato indietro: “Il CNR è a disposizione ed è l’ente di ricerca di tutti i settori della scibile. Senza ricerca non si può fare formazione”. La lavagna dei possibili partenariati, quindi, si è riempita velocemente.

La commissaria Silvia Costa. Alle sue spalle, le tre lavagne e il nuovo sito web istituzionale

I ventotenesi

L’ultima parola è stata lasciata alle persone che vivono l’arcipelago. Anna Impagliazzo, titolare del ristorante Il Giardino di Ventotene, ha spiegato: “Noi isolani sentiamo Santo Stefano come una parte di Ventotene”. Luca Masi, dell’Anci Lazio, ha aggiunto: “Ogni associazione di Comuni vorrebbe Santo Stefano. Abbiamo pensato a un protocollo d’intesa con Anci nazionale affinché noi come comitato tecnico scientifico dell’Anci Lazio possiamo essere garanti. Gli enti amministrativi locali devono essere al centro di questo progetto”. Francesca Ricci, presidente della Lega navale Ventotene, ha suggerito un nuovo punto alla lavagna degli errori da evitare: secondo lei non si può costruire un tunnel sottomarino per collegare Santo Stefano a Ventotene, come è stato ipotizzato nel passato, perché, pur essendo progetto molto accattivante, non tiene conto del benessere di tutto l’ecosistema. 

Alla fine del workshop, il progetto ne è uscito arricchito di nuovi spunti e riflessioni. Le prossime tappe sono cruciali: entro gennaio 2021 verrà pubblicato l’Avviso per l’esecuzione degli interventi urgenti, sarà approvato lo studio di fattibilità e sarà bandito il Concorso di progettazione. Nello stesso mese, la Commissaria Silvia Costa presenterà la relazione al Presidente del Consiglio dei ministri che la riferirà al Parlamento. 

 

Qui il programma e l’elenco completo dei partecipanti al workshop del 17 settembre “Verso il progetto per Santo Stefano: integrato, partecipato, europeo”

Qui il programma del workshop del 16 settembre “Ventotene e Santo Stefano: due isole, una storia e un patrimonio europeo”. Verso la candidatura per il Marchio del patrimonio europeo

Giulia Ciancaglini

Author: Giulia

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